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Recensioni

08/06/2012

Sabba & Gli Incensurabili – Nessuno si senta offeso

Cover_Nessuno si senta offeso

Sbucare dalla provincia con personalità, sconfiggere i luoghi comune e i molteplici “parla un po’ più piano che non si capisce niente”, scrivere musica, cantarla col sorriso sulla faccia e con ironia tagliente ma allo stesso tempo esser consapevole di avere una missione ben chiara da compiere. Incensurabili: perché cucire la bocca di chi si è rotto il cazzo – non me ne vogliate per il termine – della provincia e degli autobus poco colorati di Napoli Nord è difficile, impossibile se ti ritrovi contro dei giovani che nonostante tutto si son messi a fare canzoni. Pensateci, in un mondo in cui ti bombardano costantemente di  crisi, di giovani laureati in Medicina al call center.. non è affatto facile inseguire i propri sogni. Bene, questa è una cazzata. E’ una cazzata dire “ma ti metti a fare il musicista di questi tempi?”. E quando sennò? Io abolirei la musica nel mondo, per un giorno. Pregheranno Dio affinchè tornino, i musicisti. Ma questo è un altro discorso.

Sabba & Gli Incensurabili vengono da Frattamaggiore, in provincia di Napoli. Sono una blues-band: frontman galante e grintoso, ritmi spaventosamente travolgenti, assoli di ogni tipo. In sintesi: belle canzoni e frasi
generazionali da lanciare nella biosfera. “Quante volte me l’ha detto mammà, la vita è tuà nun ta fà arrubbà!” è l’esempio più palese. “Benedetta pazienza” e le sue storielle di tutti i giorni che si incontrano o “Il mio kazoo” che è una carezza con un coltello affilato, per la sua ironia e sinuosità blues, sono capitoli belli di un disco che non vede errori. “La strada da percorrere” vede un Sabba più cantautore, la voce si fa quasi più tortuosa, le rime ballano, wow. “Un’opinione stabile” è più sbarazzina, ricca di spruzzi nostalgici di un’adolescenza un po’ troppo diversa da quella attuale; l’arte però sta nel sintetizzare un mondo in una frase: “..ai tempi miei, ai tempi tuoi, ai tempi suoi c’era Sinatra, mica Lady Gaga, Augusto dice che se non mi adatto ai tempi non farò carriera mai”.

“Nessuno si senta offeso” parla della vita quotidiana, lo fa con una musica oserei dire nuova, innovativa. Morde i luoghi comuni con ironia tagliente e ti immerge in un mondo che nonostante tutto mantiene i suoi colori e la sua dignità. E’ un disco da vivere, nel senso che si deve ascoltare e riascoltare, si deve osservare attentamente, scavare più a fondo il suo modo di vedere il mondo. Bisogna guardare negli occhi la musica. Ciò che troverete sarà bello. Risultato garantito. Vi piacerà. Gran disco.