Per il loro terzo album il quintetto laziale dei Legittimo Brigantaggio ha dato vita ad un progetto non so quanto originale, ma di certo interessante e ambizioso. Siamo qui di fronte ad una sorta di elogio del sapere sotto forma di dieci brani liberamente tratti, appunto, da altrettante opere, che siano letterarie, cinematografiche o pittoriche, da Truffaut a Pelizza , da Pasolini a Saramago.

Versatili musicisti, che partono dalle ambientazioni folk-rock, un po’ combat un po’ classiche, tipiche dei Modena City Ramblers, un po’ punk, richiamando i Flogging Molly, per poi giungere ad esplorare molte altre strade. La fisarmonica, insieme a qualche intrusione elettronica, è uno strumento centrale, mezzo privilegiato per viaggiare verso i Balcani e far visita a Goran Bregovic e ai Gogol Bordello. Ok, siamo in territori folk, ma i confini sono labili: qui c’è tanto rock, riff di chitarra carichi di potenza. Dimensioni comuni con i Punkreas, con i quali condividono anche la capacità di spaziare e divagare fino a giungere a sonorità ska, andando a bussare alla porta dei Vallanzaska. Tutto ciò o quasi accade spesso nello stesso brano.

La differenza vera e propria però la fanno i testi, profondi e significativi, complessi, evocativi e allo stesso tempo diretti, con la voce di Gaetano Lestingi perfetta per render tutto più efficace. “I cieli non sono umani”, tratto dal romanzo “Una solitudine troppo rumorosa” di Bohumil Hrabal, è senz’altro il brano migliore, il più forte e suggestivo (“son nuvole di carta igienica, pulisci il culo agli aeromobili, che con bombe come stronzi han soffocato questa terra inzaccherando orfani e città”).

In realtà ogni pezzo ha in sé un che di significativo, siano gli arrangiamenti o si tratti di una sola frase, capace di ergersi ad aforisma. Unica eccezione l’ultima traccia, “Tempo di uccider”e, non necessaria come la spedizione in Etiopia di cui parla. Sarebbe stato un finale decisamente più ad effetto la delirante coda di “Affari di famiglia”. Un buon disco, creatura piena di consapevolezza e fiducia nei propri mezzi: legittimo complimento.

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